Se il tema della Pianificazione Territoriale Strategica ha come suo fondamento il guardare oltre i confini comunali a maggior ragione lo si dovrà tener presente nel tema della mobilità. L’ultimo manifesto è dedicato infatti al tema di mobilità di area vasta sia in termini di Città Metropolitana di Roma, che in quelli del quadrante sud, ovvero i Castelli Romani. Inerentemente alla mobilità, l’Area Metropolitana di Roma, la più popolosa d’Italia, presenta notevoli criticità rispetto ad altre metropoli italiane. Nonostante Roma sia la capitale d’Italia e l’Area Metropolitana con maggiore estensione subito dopo Torino (link), l’infrastruttura per la mobilità ha dei numeri poco confortanti che evidenziano quanto sia

• sottodimensionata,

• tecnologicamente non al passo con i sistemi di gestione dei flussi più avanzati

• obsoleta come modelli di riferimento e soluzioni disponibili per i cittadini.

A conferma di quanto affermato, alcuni esempi basati sui seguenti indicatori calcolati dall’ ISTAT: (per ulteriori info clicca qui)

A) Stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo di provincia (numero per mille autovetture circolanti)

B) Reti urbane di trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo di provincia per 100 Kmq di superficie comunale

C) Numero di passeggeri trasportati dal Trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo di provincia (numero per abitante)

D) Posti/km offerti dal TPL

In breve, l’Area Metropolitana romana deve alzare i valori di A, B e D. Il valore C ci dice che molti cittadini (ha quasi lo stesso valore di Milano in questo caso) si avvalgono del trasporto pubblico, ma la questione che si pone è legata alla qualità dello stesso, dati i bassi valori degli altri indicatori. In altre parole, in che condizioni viaggiano i pendolari residenti nell’Area Metropolitana e i cittadini residenti a Roma? Questi valori confermano il palmare e quotidiano disagio emerso dal dialogo con gli stakeholder. Nelle tavole inerenti alla mobilità sono stati evidenziati i rapporti di distanza tra Albano e gli altri Comuni. Nel raggio di nemmeno 16 km ci sono 15 comuni tra Castelli Romani e litorale, senza considerare l’incontro con il territorio del comune di Roma. Ci troviamo dunque a dover considerare una mobilità che si caratterizza attraverso uno spostamento quotidiano, notevole dal punto di vista quantitativo e da quello dell’impatto ambientale, di pendolari lungo gli assi (principalmente Appia e Tuscolana) che legano i Castelli Romani a Roma. Sull’asse Appia si colloca inoltre una infrastruttura critica come l’aeroporto internazionale di Ciampino, un gate strategico per Roma e per i Castelli Romani.

(A pagina 31 della relazione finale di analisi è possibile visualizzare i dati relativi ai flussi di merci e persone che interessano l’aeroporto di Ciampino.)

Le infrastrutture viarie e ferroviarie esistenti di fatto seguono esclusivamente le direttrici che collegano i Castelli a Roma mentre i collegamenti trasversali, dai Castelli verso il mare, o tra gli stessi Castelli, sono legati alle pedemontane su cui viaggiano trasporti pubblici e privati su gomma, la qualità di queste infrastrutture trasversali, in termini di qualità, non è confrontabile con gli assi principali Roma-Castelli.

Sono state presentate e discusse delle pratiche internazionali (Karlsruhe, The Hague, Strasbourg) paragonabili al settore Sud-Est Castelli/Roma per mostrare come sia possibile realizzare sistemi di trasporto integrativi o sostitutivi (e.g. metropolitana leggera, tramvia metropolitana) che possano diventare un asset territoriale in grado di:

➢ favorire la competitività delle economie locali,

➢ ridurre l’impatto sull’ ambiente,

➢ migliorare i tempi di percorrenza

➢ migliorare l’accessibilità esterna e interna dei Castelli Romani.

Le seguenti domande hanno guidato la gestione del workshop:

Come garantire l’accessibilità agli/tra gli asset strategici del nostro territorio?

  • università
  • centri di ricerca,
  • patrimonio culturale,
  • patrimonio naturale,
  • aree produttive,
  • istituzioni
  • uffici amministrativi
  • ospedali

➢ Come migliorare le prestazioni del sistema della mobilitàper renderlo più efficiente?

➢ L’attuale sistema di mobilità è ancora efficace?

➢ Mobilità sostenibile di Area Metropolitana, cosa significa in pratica? Come realizzarla? Da dove partire? Come avvicinarci ai modelli europei più avanzati? Quali azioni vanno intraprese per colmare il distacco infrastrutturale di questa parte dell’Area Metropolitana?

➢ Quali attori sono veramente interessati ad un cambiamento radicale per il nostro territorio? Quale modello è realistico?

Le azioni sopra riportate potrebbero migliorare notevolmente la situazione e far assumere agli indicatori considerati dei valori in linea con le altre capitali europee. Colmare il gap della mobilità è il problema di maggior rilievo in questo settore dell’Area Metropolitana di Roma.