Il processo di pianificazione si divide in tre fasi.

La prima, quella in corso, è la fase di Analisi. La città e i suoi stakeholder analizzano ed evidenziano le criticità del territorio. Il team di pianificazione coordina i lavori e procede alla redazione di due documenti fondamentali: L’Atlas Territoriale, con la georeferenziazione delle criticità evidenziate, e il documento metodologico (ovvero una relazione descrittiva del processo messo in atto).

La seconda fase sarà quella della pianificazione vera e propria, ovvero la definizione degli scenari da mettere in atto per la crescita e il raggiungimento della visione condivisa elaborata.

La terza fase è detta di implementazione, ovvero la fase di aggiornamento del piano strategico e della verifica costante della sua attinenza ai cambiamenti sociali.

Al fine di garantire l’efficacia del risultato di un processo di pianificazione strategica è di
fondamentale importanza che il processo pianificatorio sia affiancato da quello partecipativo. Troppo spesso la partecipazione attiva a processi pianificatori viene confusa con la prevaricazione delle idee degli uni su quelle degli altri. Il ruolo che si propone questo processo è proprio quello di facilitare il confronto per il raggiungimento di quella visione comune consapevolmente condivisa.

Per costruire una visione condivisa è indispensabile costruire il punto di vista dell’interlocutore, accompagnandolo nella consapevolezza che ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze, così come ad ogni azione corrisponde una reazione.

La metodologia messa in atto prevede l’avvicinamento delle parti con una sequenza di incontri via via più allargati, che iniziano con le interviste degli stakeholder (testimoni privilegiati), passando per gli incontri di presentazione, fino ad arrivare allo svolgimento del workshop finalizzato alla fase di analisi, come frutto dell’apporto della città e dei cittadini.

Elemento strutturale del processo di partecipazione sarà la costituzione di gruppo di esperti locali, chiamato a partecipare all’Urban Task Force quale principale veicolo di trasmissione tra il processo pianificatorio e la città, mettendo così a disposizione dello stesso le proprie idee ed expertise.

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