Dopo le interviste con i referenti degli uffici comunali sono stati di calendarizzati i workshop integrando le tematiche più affini e proponendo una discussione che avesse al suo interno la trasversalità necessaria per garantire un processo strategico. Insieme agli stakeholder che hanno aderito e ai membri del comitato scientifico si sono svolti dei seminari operativi in cui sono state dibattute le tematiche emerse nell’analisi desk.

I workshop si sono svolti presso la Sala Giunta del Palazzo Comunale con il seguente calendario:

MARTEDI  19 GIUGNO  2018

9.30 – 10.00  Registrazione partecipanti

10.00 – 12.00  Innovazione – Smart City Economia Locale

14.30 – 15.00  Registrazione partecipanti

15.00 – 17.00  Cultura e Turismo

MERCOLEDI  20 GIUGNO  2018

9.30 – 10.00  Registrazione partecipanti

10.00 – 12.00   Ambiente – Rifiuti – Energia – Resilienza

14.30 – 15.00  Registrazione partecipanti

15.00 – 17.00  Welfare

17.00 – 19.00   Rigenerazione Urbana

GIOVEDI  21 GIUGNO  2018

9.30 – 10.00  Registrazione partecipanti

10.00 – 12.00  Mobilità Sostenibile (ambito locale)

14.30 – 15.00  Registrazione partecipanti

15.00 – 17.00  Mobilità di area vasta (ambito Città Metropolitana)

Sono stati reperiti i recapiti delle associazioni e degli enti che svolgono la loro attività con attenzione al territorio. Sono stati inoltrati 161 inviti e dove possibile sono stati presi contatti diretti con i rappresentanti. Hanno aderito 81 associazioni e ne hanno manifestato interesse 18 per una percentuale di adesione del: 43%.

Esito dei workshop

Nel corso della prima giornata, in seguito ai saluti istituzionali da parte dell’Assessore alla pianificazione strategica Stefania Cavalieri e del RUP la Dott.ssa Daniela Urtesi, è stato introdotto e presentato il team di pianificatori che ha visto l’aggiudicazione dell’incarico professionale. Il team composto dall’Ingegnere Pietro Elisei (team leader), l’Architetto Edoardo Filippucci, l’Architetto Cristina Tartari e l’Avvocato Alessandra Medici ha dato così avvio ai lavori dei tavoli.


Innovazione, Smart city ed Economia locale

Da un attento ed approfondito dibattito sulla tematica, preliminarmente, è emersa una profonda esigenza di considerare e sperimentare nuove modalità di progettare, produrre e vendere beni e servizi. Innovare per creare un cambiamento “in meglio” dello stato di cose ad oggi presente sul territorio. Sono affiorate innumerevoli opportunità che potrebbero essere offerte anche dai brevetti, in quanto considerati una fonte di valore per le imprese stesse. Essi implicano costi molto più contenuti rispetto a quanto in realtà possa immaginarsi. Di fatto, allo stato pratico, è emerso che sono aumentate in media le richieste dei brevetti stessi. Ciò consentirebbe alle imprese, e non solo, di sfruttare le opportunità offerte dai mercati locali ed internazionali con una conseguente valorizzazione delle stesse. Per questo è emersa la necessità di poter investire su tale ambito al fine di incentivare e migliorare il processo produttivo ed economico che è alla base della vita del ciclo produttivo delle imprese.

Sono state, altresì, affrontate le tematiche sulle Smart city ed il programma Horizon 2020. La sfida delle Smart city abbraccia un tema fondamentale ovvero il valore dello spazio pubblico, le tecnologie, i servizi e le funzioni. E’ emerso che lo spazio pubblico dovrebbe essere considerato come un “iper-spazio”, un flusso di connessioni all’interno del quale è necessario costruire e progettare insieme. Pertanto è risultato che i modelli da applicare, non sono più rappresentati dai “classici” modelli standard da sempre utilizzati, ma dovrebbero essere integrati implementando la partecipazione della “gente” (andare al di là del modello ppp, public, private, partnership, e usare un pppp public, private, people, partnership) . Non più la sola cooperazione tra pubblico e privato, ma sarebbe opportuno rendere protagonista la popolazione sul territorio, al fine di coinvolgerla nello sviluppo della propria città. Ciò equivale a migliorare la “qualità di vita” della popolazione stessa. Nel corso del dibattito, è comparsa anche l’esigenza di dare alla popolazione uno spazio dove ognuno possa esprimere la propria progettualità, proporre idee e capire come poterle mettere in atto e svilupparle. A tal proposito, è risultata una mancanza di cultura nella “progettualità” che porta, di conseguenza, estreme difficoltà nell’ambito dell’accesso ai fondi. Per tali motivi, sarebbe opportuno investire su azioni creative ed innovative che possano fornire risposte concrete al nostro territorio.

Altro dato significativo, sul quale sarebbe opportuno soffermarsi in modo particolare, è la necessità di creare l’Unione dei Comuni (o forme di aggregazione complementari/similari sul territorio) come leva del cambiamento organizzativo. Da attente osservazioni è risultato che la struttura del nostro territorio, appare essere chiaramente interconnessa. Per tali motivazioni, la possibilità di creare una connessione con i Comuni limitrofi, può rappresentare la soluzione che più efficacemente permetterebbe ai comuni medio-piccoli di raggiungere livelli di adeguatezza necessari per lo svolgimento delle numerose funzioni loro attribuite. Ciò garantirebbe la creazione di quell’humus che ha il compito di tenere insieme sviluppo, lavoro, sostenibilità e solidarietà. La particolarità di tale unione (da sottoporre con attenzione sia per quanto riguarda la tipologia che la metodologia da intraprendere) sarebbe dunque quella di garantire forza ai Comuni stessi che consenta loro di poter esprimere sul “campo” robustezza rispetto all’area della città metropolitana ma al contempo mantenendo una propria individualità (una sussidiarietà rispettata e mantenuta in un contesto di scelte strategiche condivise a livello di area vasta).

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Cultura e Turismo.

Il confronto tra gli attori intervenuti nel workshop pomeridiano ha posto in evidenza punti focali del nostro territorio che rappresentano il patrimonio su cui puntare, al fine di consentire una maggiore valorizzazione dello stesso. Mettere a sistema “l’esistente” ovvero le esperienze, le competenze e le conoscenze di cui gode il territorio nella sua articolazione complessa, consentirebbe di innescare un circolo virtuoso necessario a produrre nuovi capitali e nuove risorse soprattutto nell’ambito della cultura e del turismo. La spinta a muoversi in tale direzione, è emersa da attente osservazioni poste sull’area dei Castelli Romani. E’ risultato che tale area, appare essere particolarmente adatta per attivare logiche distrettuali e logiche di rete (tra l’altro già presenti nel nostro territorio) che andrebbero implementate per un maggiore sviluppo della rete dei Castelli Romani (che più di altri territori sono dotati di un ricco patrimonio artistico e monumentale). Sono emersi alti numeri di transito nella città di Albano Laziale. Abbiamo assistito ad un aumento degli arrivi sul nostro territorio ma è scesa vorticosamente la permanenza degli stessi. L’emergenza su cui intervenire è dunque, la possibilità di potenziare il nostro territorio per offrire un’adeguata accessibilità. Di fatto, il turismo non viene facilmente attualizzato se il “luogo turistico” non appare comodo. Di fatto, il turista che viene da fuori non riesce a muoversi facilmente a fronte di molti disagi. Dal dibattito con gli stakeholder è emerso che la richiesta dei turisti stranieri, nelle agenzie di viaggio estere, considera la possibilità di visitare luoghi limitrofi a Roma, che possano offrire storia, ambiente e relax. Pertanto, cavalcando l’onda del flusso turistico, sarebbe opportuno proporre la visita, oltre che della capitale, anche del territorio di Albano e dei Castelli Romani, in grado di offrire un luogo colmo di storia e di cultura. Il flusso dei turisti sul nostro territorio non comporta, tra l’altro, ingenti costi da attualizzare per l’amministrazione, in quanto, proprio le risorse già presenti sul nostro territorio offrono tale possibilità. Pertanto, pubblicizzare al meglio il territorio dei castelli, consentirebbe lo sviluppo dello stesso e la possibilità di essere conosciuto al di fuori delle nostre reti provinciali e/o regionali. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla creazione di una “carta turistica” che possa consentire il direzionamento dei viaggiatori nelle visite tematiche. Un ulteriore strumento in grado di implementare il flusso turistico su Albano Laziale e sul territorio dei comuni limitrofi potrebbe essere ulteriormente offerto dal gemellaggio (un consolidamento/rilancio di questa pratica), in grado di fornire cooperazione, collaborazione per implementare l’idea e la reciproca consapevolezza di far parte delle “popolazioni dell’Europa”. L’Unione con altre realtà può offrire concretamente un ulteriore slancio verso l’internazionalizzazione del nostro territorio come ha già iniziato a fare la città di Albano Laziale che deve continuare a lavorare in questa direzione.

Per implementare tale sviluppo è apparso essere di particolare aiuto la facoltà di affidarsi ad un “brand”. Ciò consentirebbe di identificare il nostro territorio, bisognoso di creare un’unione comune senza troppe distinzioni tra frazioni e quartieri. La città oggi deve rendersi attrattiva e definire un proprio posizionamento per essere riconosciuta a livello internazionale. La costruzione di un brand della città, più che essere una questione di marketing, rappresenta una prova di “storytelling”, ovvero, promuovere, e dare vita alla città individuando le figure, i colori e le sensazioni che essa irradia. Raccontare passato e presente per definire percorsi di sviluppo sostenibile come assett dell’ immagine urbana contemporanea e futura.

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Ambiente, Energia, Rifiuti e Resilienza

Il workshop del 20 giugno ha visto come protagonisti temi chiave, quali l’ambiente, l’energia, i rifiuti e la resilienza. E’ apparso più che evidente come, per migliorare ognuna di queste aree tematiche, dovrebbero essere strutturate peculiari linee di azione. Dal dibattito è risultato che l’impegno profuso in passato, ha prodotto in parte risultati positivi ma, ad oggi, ancora insufficienti per poter dare concretezza alle esigenze della città. Pertanto, è apparso opportuno porre delle linee chiare, al fine di migliorare l’ambiente circostante affinché questo potesse essere a “misura d’uomo”.

In particolare la “qualità” ambientale dovrebbe essere intesa come un tema trasversale da perseguire nelle diverse attività dell’Ente. Generalmente, parlare di ambiente è particolarmente complesso, ciò in quanto, vuol dire affrontare tematiche che non riguardano solamente il territorio amministrativo di competenza. Tuttavia, è un tema di particolare rilievo e strettamente connesso alla città di Albano Laziale, proprio per le peculiarità che il territorio stesso presenta. E’ apparso dunque necessario seguire le linee europee che si stanno muovendo in tale direzione, ciò rappresenta l’opportunità di poter usufruire di aiuti a sostegno di progetti da attualizzare a scala locale. Il patto di Amsterdam rappresenta l’agenda europea per le politiche territoriali ed urbane. Esistono due strumenti sovranazionali che possono essere seguiti per implementare le possibilità di sviluppo del nostro territorio, “Urbana Agenda Europea”, di matrice UE, e “l’Urban Agenda H3”di matrice UN, quindi globale. Tra gli obiettivi strategici della Commissione Europea c’è quello di far divenire l’Europa leader mondiale nella progettazione inerente natural based solutions/green infrastructures”, su questo aspetto vanno messe a punto azioni locali, sinergie con questo trend delle strategie UE. Tra i temi più rilevanti, sono emersi l’impatto sul clima, le cui città sono responsabili del 70% dell’emissione del gas terra, e la creazione di spazi pubblici quali aree verdi “parchi”, aumentando così, di fatto, la mobilità pedonale. Pertanto, alla luce delle possibilità offerte in ambito Comunitario, la città di Albano Laziale dovrebbe strategicamente seguire tali indirizzi al fine di agevolare lo sviluppo del proprio territorio.

Nel settore energia, uno dei principali ostacoli è dato proprio dalla disinformazione. In una sfida così elevata, come quella del contrasto e adattamento al cambiamento climatico, l’energia gioca un ruolo determinante (produzione, gestione, consumo). Per tali motivi, la possibilità di usufruire di strumenti finanziari adeguati potrebbe sicuramente garantire un risparmio superiore all’ammortamento delle spese degli impianti basati su energie rinnovabili. Uno dei principali obiettivi è infatti dato dalla necessità di ridurre le emissioni e limitare la generazioni da fonti fossili. Inoltre, è risultato evidente il bisogno di un adeguamento verso l’innovazione, da realizzare anche attraverso strumenti urbanistico-territoriali che favoriscano le performance energetiche di edifici pubblici e privati. Di fatto, seppur rimane difficile l’utilizzo del fotovoltaico in un contesto di pregio quale il centro storico, potrebbero comunque essere utilizzati degli spazi appositi. Ad esempio, molti altri edifici nel territorio comunale potrebbero ospitare impianti fotovoltaici da inserire su apposite coperture come grandi edifici appartenenti al Comune (scuole, palestre, ecc..). Molto importante è anche il miglioramento delle modalità costruttive e di riqualificazione degli edifici stessi (materiali usati, tecniche di architettura passiva…).

La discussione ha successivamente affrontato i temi inerenti ai Rifiuti ai rifiuti e alla resilienza L’input principale è quello di riuscire ad estendere e coordinare in tale ambito, tutta l’area dei Castelli Romani: tale ambito, non riguarda solo la città di Albano Laziale, ma il territorio nella sua complessità. Pertanto, dapprima è emersa l’esigenza primaria di creare un coordinamento tra i comuni, da affiancare ad una gestione speciale parallela dedicata ai rifiuti industriali. Essendo il territorio di Albano interessato da una vasta produzione di rifiuti verdi (sfalci, ecc..) sarebbe opportuno, altresì, prendere in considerazione la possibilità di realizzare un impianto di compostaggio intercomunale. Inoltre, la sensibilizzazione sulla tematica degli sprechi d’acqua, ha dato origine alla necessità di costruire differenti reti, a seconda che si tratti di acqua potabile o acqua per altri utilizzi quali, l’irrigazione ecc. A tal proposito, senza un adeguato regolamento edilizio, che indichi la corretta progettazione delle reti idriche, i miglioramenti di cui necessita il territorio non potranno essere messi in opera in modo completo. Pertanto, il ciclo delle acque, potrebbe essere ulteriormente aiutato dal prezioso supporto che può essere fornito dalla natura stessa. Una delle possibili proposte è stata quella di poter realizzare un ciclo delle acque, le cui quantità, vengono prelevate per poi essere immesse di nuovo, in altre parole tenera il sistema in equilibrio.

WS 2a_ambiente rifiuti ecologia resilienza


Welfare e Rigenerazione Urbana

Si è parlato di welfare e non di assistenza sociale, in quanto si vogliono escludere comportamenti passivi nelle comunità di riferimento. È apparso subito chiaro come mettere a disposizione della cittadinanza adeguati strumenti, equivale ad offrire dei servizi più efficaci, dei quali gli abitanti possano usufruire. Si è avvertita anche una maggiore necessità di tutela, circa la possibilità di avviare una serie di politiche sociali nel settore dei crediti bancari. Considerate le profonde difficoltà che i cittadini riscontrano nell’ambito dell’accesso al credito, al fine di incentivare e garantire loro maggiori possibilità c’è l’esigenza di incentivare lo sviluppo di strumenti di protezione che avvicinino fondi di investimento alle esigenze della cittadinanza: “microcredito”.

La Federconsumatori evidenzia che ha avviato un tavolo sulla ricerca delle possibili vie d’uscita, attraverso la ricerca di formule innovative che possano interrompere la catena dell’indebitamento. L’eventualità di fare acquistare allo stesso debitore il proprio credito rappresenta una delle possibili alternative.

Nel corso del workshop, sempre nell’ambito dell’assistenza al cittadino, è emersa anche l’esigenza di garantire una migliore qualità circa le figure professionali “chiave” che molti ricoprono all’interno della nostra società. Ciò, al fine di garantire, ad esempio, ai giovani, una qualità di insegnamento che possa loro offrire una corretta educazione (competere attraverso un capitale cognitivo/intellettuale rafforzato). Emerge che sono in molti, anzi in troppi, ad offrire pessimi esempi di dialogo, con risultati che per i giovani si traducono in fallimenti. Uno degli obiettivi importanti su cui lavorare riguarda l’innalzamento del livello di “qualità”, ovvero, definire dei percorsi educativi che accompagnano, come quelli della formazione professionale, il cittadino lunga tutta la sua vita, una sorta di un long life educational pathway. Se si vive infatti, in un ambiente in grado di offrire efficienza, buoni servizi e serenità, la qualità di vita migliora, e diminuisce, di conseguenza, il rischio di ammalarsi e i relativi costi inerenti ad una mediocre qualità della vita, costi ricadenti sulle amministrazioni pubbliche, in primis, e sugli erari familiari. In tal senso, uno dei principali obiettivi a breve – medio termine dovrebbe essere legato anche alla creazione del censimento delle associazioni, finalizzato ad ottenere una maggiore coesione e dialogo tra i cittadini (che in questo modo si sentono protagonisti diretti nello sviluppo del proprio territorio). Inoltre, implementare la “qualità” nelle scuole, equivale a porre in essere un corretto orientamento nei confronti dello studente per un futuro migliore. Anche la possibilità di sistemare le Associazioni (nella Casa Delle Associazioni) o creare più case dislocate delle associazioni sulla città di Albano Laziale e sul territorio dei Castelli, può donare delle rilevanti opportunità nei confronti della comunità locale.

Proseguendo sul tema della “Rigenerazione Urbana”, preliminarmente, l’Ing. Pietro Elisei ha ricordato il legame che sussiste tra l’area del “welfare” e della “rigenerazione urbana”. Sono emerse le divergenze tra la struttura della città risalente al periodo industriale e la città che oggi abbiamo di fronte, tardo industriale, che segue modelli produttivi meno strutturati, ma in mercati estremamente competitivi. Di fatto, le mutazioni ed i cambiamenti a cui abbiamo assistito negli anni, ad oggi, non sono più in grado di rispondere alle esigenze della città e dei cittadini. L’obiettivo principale, pertanto, rimane l’ambito della riqualificazione, i centri storici con evidenti segni di degrado fisico e a tratti anche con problemi legati alla qualità dell’abitare, devono tornare ad essere il fulcro principale di attrazione del territorio stesso. Tale esigenza è da implementare anche nei confronti di tutte quelle aree della città, che non riguardano solamente il centro storico (come la via Appia), bensì, le aree più alte come i quartieri limitrofi, che spesso incontrano notevoli difficoltà nel collegamento con il centro. Ulteriore tematica, alla quale far fronte, è il problema dell’abusivismo che, di fatto, si è esteso alle aree attorno alla Capitale (circa 600). È ulteriormente emerso il degrado presente nell’ambito delle infrastrutture, sia nell’area del centro storico di Albano (il problema dei mezzi pesanti che circolano a fatica tra le strade del paese) che, del territorio limitrofo (Cecchina e Pavona) comprensivo della strada Nettunense. Dalla lettura della tavola in tema “rigenerazione urbana 02” sono apparse chiaramente quali sono le aree urbanizzate. Pertanto, l’obiettivo principale, è quello di perimetrare le aree su cui lavorare, ovvero, “tagliare” e selezionare per capire le aree su cui puntare con la riqualificazione: tutto questo al fine di garantire ai cittadini un maggiore efficientamento nei collegamenti della città.

WS 2b_welfare

WS 2c_rigenerazione urbana


Mobilità Locale e Mobilità di area vasta

La terza ed ultima giornata dei workshop ha visto al centro del dibattito uno dei temi ritenuti più “caldi”: la Mobilità. Con il supporto e la partecipazione di Stakeholder di alto livello accademico, scientifico e culturale si è cercato di individuare la metodologia, i percorsi e le strategie necessarie per la riqualificazione della mobilità e dei trasporti. Si è cercato di comprendere e di fissare quali sono gli orientamenti fondamentali in materia di trasporto sia locale che di area vasta. L’Ing. Elisei ha riportato ai partecipanti le slide esplicative sulla situazione generale della mobilità. È stata inquadrata la macro-area dei Castelli Romani, è stata studiata la mobilità interna e i collegamenti con l’esterno da Roma Capitale all’Europa con l’aeroporto di Ciampino come gate internazionale.

Di fatto, nel corso del dibattito, sono emerse due grandi categorie di intervento sulla mobilità: una pianificazione strategica di ampio raggio, che coinvolge la mobilità di area vasta, da sviluppare nel lungo cammino della pianificazione strategica nella quale coinvolgere le altre amministrazioni; ed una pianificazione tattica ovvero, la mobilità locale, sulla quale è più facile intervenire anche nel breve periodo. Le due reti dovranno comunque integrarsi, al fine di migliorare l’efficienza nei trasporti.

Partendo dalla mobilità locale, le criticità sollevate nel corso del dibattito, hanno riguardato differenti segmenti. Dapprima, è apparso subito evidente l’impellente necessità di decongestionare Albano Centro dall’aggressivo transito dei mezzi pesanti, sfruttando come “via alternativa” l’imponente tangenziale che, ad oggi, rimane un’opera poco sfruttata. Le opportunità per il territorio sono:

  1. deviazione dei mezzi “Cotral” dal tragitto dell’Appia alla tangenziale;
  2. pensare alla “rete dei trasporti” locali con apposite navette che transitano dalla tangenziale al centro storico;
  3. Studiare un sistema logistico decentrato anche per il trasporto delle merci;

Si è messo in evidenza che ogni centro urbano della città di Albano Laziale è dotato di una stazione Ferroviaria. Albano Centro, Pavona, Cecchina e la stessa Cancelliera sono dotate di trasporto ferroviario regionale. Le frazioni di Pavona e Cecchina sono sicuramente più vicine alla città di Roma in termini di tempo di spostamento andrebbero potenziate in tema di nodo di scambio. Si vive sul territorio un paradosso, tante stazioni ma accessibilità e mobilità in condizioni critiche.

Inoltre, di particolare rilievo è stata anche la necessità di creare “corridoi verdi” necessari per facilitare ed incentivare l’espansione dell’uso delle biciclette come trasporto privato. Ne è conseguita anche l’esigenza di collegare Albano e Pavona con percorsi protetti dedicati. La sfida di spostare il trasporto privato dall’auto alla bicicletta assistita è la prospettiva più concreta per ridurre il carico inquinante nei centri urbani e migliorare la qualità della vita degli abitanti. Oggi il trasporto su bici assistite è già utilizzato ma solo come mezzo turistico.

Passando alla “Mobilità di area vasta” preliminarmente, è stato presentato uno studio sulla situazione dei trasporti le cui criticità volgono per una migliore riorganizzazione ed efficientamento dei servizi dei Castelli Romani. Sicuramente il riassetto della viabilità stradale appare una delle criticità più rilevanti. L’esempio più importante è dato dall’infrastruttura per la mobilità in essere negli anni ’60, alla quale ci si dovrebbe rifare; in effetti, nel territorio erano in funzione delle reti su ferro che collegavano in maniera eccellente le città. La possibilità di ripristinare tale efficientamento, prendendo spunto dalle città europee potrebbe essere un buon inizio. La possibilità di reintegrare una rete tranviaria di tipo “leggero”, in grado di attraversare le città, potrebbe far fronte agli innumerevoli disagi che i cittadini incontrano ogni giorno obbligati al trasporto privato per spostarsi da un comune all’altro dei Castelli Romani.

Ulteriore criticità è data dalla carenza delle aree di interscambio e di una rete di trasporti che riduca le distanze di percorrenza nella mobilità di area vasta. Ad esempio, per raggiungere una specifica zona della città di Roma, è necessario arrivare a Termini (zona centro) per poi prendere altri mezzi che collegano alle zone limitrofe della città. Il tutto con un quantitativo di tempo inaccettabile per i pendolari che si recano sul posto di lavoro. Indirizzando i principali obiettivi sulla intersettorialità sarà possibile dare risposte dirette alle esigenze del territorio. Una potenzialità non sfruttata è il collegamento con le stazioni di Santa Palomba e Campoleone.

Nel Pomeriggio sono state presentate le analisi fatte da Aremol nello studio di riorganizzazione della mobilità nella convenzione sul Trasporto Pubblico Locale di 8 Comuni. L’analisi sui flussi pendolari sulle linee esistenti. L’ing. Rossi comunica che sono state già messe in programma i collegamenti con la linea di Santa Palomba. Il nuovo piano verrà messo in gara unitariamente per un servizio integrato.

WS 3a_mobilita locale

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Hanno Partecipato ai workshop del processo di pianificazione i seguenti stakeholder:

Vivere impresa Onlus – Il Valore delle Idee – Impianti Elettrici Mammola – Assoicaro – Confartigianato – Enolan – Associazione GAR Castelli Romani – Teleconsys – Eagle Projects – Legambiente – Enolan – CNA – Cecchina Multimediale – Essential Ark – Welcome2 – Comitato Scientifico

Figli di Hamm – Artivazione – Foto Club Castelli Romani – Estrada Brenda – Dove Come Quando – Cecchina Multimediale – Discoverplaces Travel – Legio Secunda Parthica Severiana – Comitato Quartiere Villa Ferraioli – Legambiente – XV Miglio – Consorzio SBCR – Vivere Impresa Onlus – Sistema Museale Comunità Montana Castelli Romani – Comitato Scientifico

WWF Lazio – Ecotekna – Volsca Ambiente e Servizi – Parco Castelli Romani – Romana Ambiente – Comitato Quartiere Villa Ferraioli – Italia Nostra – Comitato Quartiere Pavona Uno – Comitato Scientifico

Polo Sanitario H2 Albano Genzano Ariccia – Corpi Sanitari Internazionali – Federconsumatori – Istituto per la Famiglia Albano Ariccia – Coop Sociale Fede in Azione – Maindeleo for Children – RSA Sacro Cuore – Associazione Gens Albana – Comitato Scientifico

Cultura Politica – Legambiente –  Aremol – Comune di Genzano di Roma – Comitato Raddoppio Ciampino Velletri – Comitato di quartiere Pavona Uno – Comitato di quartiere Villa Ferraioli – Comitato Scientifico – Parco Castelli Romani . Comune di Castel Gandolfo – Comune di Albano Laziale


Sono stati messi a disposizione del team di pianificazione in corso di attività partecipativa i seguenti documenti che entrano a far parte integrante dell’analisi i seguenti documenti

  • Andamento raccolta rifiuti sul Comune di Albano Laziale Volsca Ambiente e Servizi
  • Monitoraggio MEI del piano d’Azione Energia Sostenibile del Comune di Albano Laziale (RM) elaborato da Alleanza per il Clima Italia.
  • Aggiornamento Attività Comunale in campo di inquinamento redatta dal Dirigente del IV e V settore del Comune di Albano Laziale.
  • “Albano per noi 2015” a cura dei comitati di quartiere