Analisi della domanda territoriale: l’interpretazione dei dati disponibili

Il team di pianificatori ha organizzato e illustrato l’interpretazione dei dati raccolti in otto manifesti tematici (georeferenziati), e sono state prodotte delle presentazioni per ogni ambito tematico per generare spunti di riflessione da condividere con i partecipanti ai workshop, col fine di animare e facilitare la discussione. I manifesti, allegati alla presente riguardano:

  • Popolazione e Territorio
  • Cultura e Turismo
  • Ambiente Ecologia e Resilienza
  • Welfare e Economia Locale
  • Rigenerazione Urbana 01 – 02
  • Mobilità a livello Locale
  • Mobilità Area Vasta

Popolazione e Territorio

La città di Albano Laziale è collocata all’interno della Città Metropolitana di Roma e ricade nell’ambito geografico del Parco dei Castelli Romani.

Dal punto di vista della popolazione sono stati raccolti i numeri degli abitanti insediati in:

Centro Italia                                     13.700.220 ab.

Regione Lazio                                  5.898.124 ab.

Città Metropolitana di Roma             3.397.371 ab.

2.873.494 ab Roma Comune

523.877 ab Cintura Esterna

Comuni Castelli Romani                      355.257 ab.

Albano Laziale                                      41.271 ab.

I diciassette comuni dei Castelli Romani (Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri) insediano il 67,8% della popolazione della cintura esterna della Città Metropolitana di Roma Capitale. In questo territorio la città di Albano rappresenta un numero di abitanti pari all’ 11,6%, per posizione e concentrazione di servizi ricopre comunque un ruolo strategico.

La popolazione ha avuto un incremento sostanziale dal 2002 al 2014 passando da 34.332 a 41.708 abitanti, con un aumento del 21,5%, si è poi stabilizzata fino al 2018.

In termini di fasce di età è così divisa: 6,5 % in età prescolare (0/6 anni), 8,2 % in età scuola dell’obbligo (7/17 anni), 14,6% in età forza lavoro (15/19 anni), 51,3% in età adulta (30/65 anni) e il 19,4% in età senile (oltre i 65 anni).

Cultura e Turismo

La città di Albano è caratterizzata da un importante patrimonio culturale materiale e immateriale.

Il patrimonio materiale consiste in

  • 14 monumenti storici di epoca romana,
  • 11 monumenti a carattere religioso (cappelle)
  • 3 musei, 2 strutture per lo spettacolo
  • 21 strutture ricettive di cui 3 alberghiere e 8 extra alberghiere
  • oltre ai beni naturali, paesaggistici di vedute e affacci.

Numerose sono anche le attività culturali che vengono organizzate sul territorio. Nel 2013 solo per le attività all’aperto sono stati contate oltre 48.000 presenze di cui 34.000 per la festa de “Il Bajocco”. L’ufficio cultura rileva che le tante attività svolte sul territorio non riescono ad essere attrattive verso l’esterno, bensì trovano molte adesioni dei cittadini di Albano.

Nello stesso anno ci sono stati 782 accessi ai musei e 1.441 ai monumenti oltre a 1477 accessi alle biblioteche.

All’albo delle associazioni culturali del Comune di Albano sono registrate 45 associazioni.

Ambiente Ecologia e Resilienza

Il tema ambientale è senza ombra di dubbio centrale per una città inclusa nel Parco Regionale dei Castelli Romani, seppure, l’area sottoposta a vincolo di tutela copre una percentuale minima del territorio comunale, il tema del verde attraversa la città in molteplici forme. Parchi urbani, e aree agricole costituiscono la colonna vertebrale verde con importanti emergenze in tema di biodiversità.

Il tema naturalistico si lega all’impegno del Piano d’Azione per L’Energia Sostenibile PAES sottoscritto dal Comune di Albano per raggiungere degli obiettivi di abbattimento di CO2 entro 2020. Si prevede la riduzione delle emissioni di CO2 del 53 % negli Edifici, il 16 % nei Trasporti, Il 18 % nella produzione di Energia e il 13 % nella gestione di rifiuti e acque. L’alleanza per il clima per l’Italia ha elaborato il monitoraggio del PAES per il Comune di Albano Laziale a febbraio 2018. La valutazione è estremamente positiva nella relazione generale, in quanto evidenzia come Albano abbia già raggiunto gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2020. Analizzando le azioni specifiche si evidenzia come la parte più ardua sia quella che dovrà incidere in termini di regolamentazione sull’efficienza energetica del patrimonio edilizio privato. Questa componente richiede maggior impegno nel definire i termini di attuazione rispetto al lavoro effettuato e da compiere sul patrimonio pubblico.

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti sono stati analizzati i dati della Società Volsca spa inerenti alle raccolte effettuate dal 2013 al 2018. Il dato confortante è la sensibile riduzione in peso del rifiuto indifferenziato, questo risultato è stato ottenuto attraverso l’istituzione del metodo di raccolta “porta a porta”. Negli anni 2015 e 2016 il rifiuto indifferenziato si attestava sui 16 milioni di kg annui (16.000 tonnellate-anno) con una media mensile di 1.500.000 kg (1500 tonnellate). Dal settembre 2016, per l’avvio per parti della raccolta porta a porta infatti c’è stato un decremento costante fino a valori di 500.000 kg mensili (500 tonnellate) per un totale di 5.300.000 kg annui (5300 tonnellate). Nel primo semestre 2018 i valori stanno ancora scendendo e la quota di rifiuto differenziato si è attestato al 69,13%. In sintesi, dal 2016 ad oggi, il rifiuto indifferenziato è stato ridotto di 10.300 tonnellate, un risultato positivo ed incoraggiante.

Welfare e Economia Locale

Nel confrontare welfare ed Economia Locale si è posto sui piatti della bilancia la produzione economica insieme ai costi per i servizi necessari per ottenere un buon equilibrio della coesione sociale, ed uno sviluppo che consideri tra le variabili della sostenibilità anche quella che garantisca equità. Nel termine welfare vengono considerate le assistenze Sanitarie – Sociali – Educative e del Terzo Settore che, impiantate sul territorio o erogate dall’ente pubblico, compensano le mancanze che la struttura economica produttiva, basata sulle leggi di mercato, non riesce a garantire.

I dati reperiti non sempre sono aggiornati, ma comunque riescono a dare una fotografia del tessuto economico-sociale di Albano Laziale posti in confronto costante con l’area vasta dell’area metropolitana.

L’economia insediata ad Albano tra il 2014 e il 2016 (fonte Camera di Commercio di Roma) vedeva 3.553 utenti in cui i valori più significativi erano riportati da commercio (1.008 utenti), costruzioni (594 utenti), seguiti a ruota da industria (282 utenti) e alloggio e ristorazione (278 utenti).

Se il dato delle costruzioni potrebbe aver subito delle flessioni innescate dalla crisi immobiliare, gli altri settori hanno una rilevanza notevole nella caratterizzazione dell’economia locale. Il commercio, consolidato negli anni con una moltitudine di piccole attività, continua a giocare un ruolo centrale, ma la parte turistica ricettiva ha di fatto raggiunto il settore industriale che a sua volta non riesce a crescere con altrettanta forza.

Per quanto riguarda l’aspetto del welfare, un ruolo dominante è giocato sia dalle scuole (5.868 iscritti al 2014) e dai servizi sanitari (oltre 300 ricoveri solo nel 2015). I due settori si sviluppano in un contesto di area vasta fornendo servizi non solo ai residenti nel comune di Albano ma anche al territorio limitrofo.

Per quanto riguarda i servizi sociali comunali tra il 2012 e il 2014, il Comune ha fornito sostegno a 7.532 utenti di cui 3.079 ad anziani e 2.285 adulti in difficoltà.

Un ruolo importante, infine, è ricoperto dal terzo settore che, distribuito omogeneamente nelle frazioni e con maggiore concentrazione nel centro della città, gioca un ruolo di calmiere per le disuguaglianze sociali: che si tratti di attività sportive, culturali, o altro riescono a garantire una uguaglianza sociale soprattutto nelle nuove generazioni.

Rigenerazione Urbana

Riqualificare, rinnovare o rigenerare un territorio non può prescindere dalla presa di coscienza della città in termini di consistenza del patrimonio edilizio pubblico e privato, degli strumenti di pianificazione e delle previsioni di utilizzo del suolo, dell’edilizia sociale e della geo-localizzazione delle infrastrutture principali.

Sono stati censiti 36.679 unità immobiliari esistenti (fonte ufficio tributi comune di Albano Laziale) di cui 19.082 unità a destinazione residenziale e 16.682 unità a destinazione depositi e commerciale. Di fatto abbiamo di fronte quasi tutti esercizi di vicinato e non macrostrutture a conferma di quanto evidenziato nell’analisi documentale legata all’economia locale. Il patrimonio pubblico si attesta su 344.931 mq destinati per 23.366 a impianti sportivi/palestre 32.067 mq a destinazione scolastica, 6.126 mq a Edilizia Residenziale Pubblica, 281.723 mq dedicati ad attività Istituzionali.

Sono stati raccolti tutti gli strumenti di pianificazione vigenti e sono stati collocati su una mappa complessiva. Sono in corso di definizione la perimetrazione dei nuclei abusivi. Non tutti gli strumenti attuativi hanno avuto riscontro nella crescita della città lasciando al loro interno numerose aree non edificate o edifici dismessi soprattutto nelle zone produttive. È in fase di elaborazione anche l’identificazione e la perimetrazione, in base a criteri socio-economici, di aree all’interno dei confini amministrativi (aree critiche) dove è necessario strutturare delle azioni integrate di rigenerazione urbana, in questo senso, molte indicazioni sono emerse dal confronto con gli stakeholder.

Momentaneamente, e attraverso un approccio euristico/qualitativo, si è cercato di capire, raccogliendo i racconti delle esperienze locali, quali possano essere delle zone a rischio. Con rischio si intende principalmente:

  • presenza di fenomeni di povertà urbana,
  • fenomeni di esclusione sociale,
  • attività illegali,
  • servizi/funzioni non adeguati/e

Infine, una città che guarda al futuro, e vuole restare competitiva, è una città che non può prescindere dall’infrastrutturizzazione informatica. È stato riportato in mappa l’anello in fibra ottica di proprietà comunale che ha messo in collegamento gli uffici pubblici oltre ai collegamenti agli hotspot e ripetitori wi-fi. Il percorso dell’anello ad oggi copre esclusivamente una parte del centro storico e lascia ancora scoperti infrastrutture rilevanti come Ospedale e Tribunale.

Mobilità a livello Locale

Il territorio del Comune di Albano Laziale ha una conformazione frammentata dal punto di vista del continuum urbano, si individuano di fatto 3 aree omogenee e relativamente compatte che costituiscono tre nuclei principali: Albano Centro – Pavona – Cecchina. Al contrario di quanto diffusamente espresso o riportato, Albano Laziale non è associabile ad una città lineare, ma ha una struttura policentrica calata all’interno di un territorio a sua volta dotato della stessa qualità. L’idea di città lineare può essere associata al nucleo storico di Albano Laziale, ma anche qui con molti limiti, basti considerare che il centro si sviluppa almeno intono a due assi (il corso di sopra e quello di sotto, ovvero la via Appia).

Gli spostamenti tra un nucleo e l’altro obbligatoriamente prevedono l’attraversamento di territori di altri comuni confinanti come Ariccia e Castel Gandolfo. La mobilità a livello locale (ovvero gli spostamenti tra i nuclei) è effettuata completamente su gomma, servita in gran parte dal trasporto privato; i mezzi pubblici, con 14 linee, coprono le esigenze delle categorie che non hanno un mezzo proprio (anziani, giovani, situazioni di disagio). La grande concentrazione di servizi e funzioni, pubbliche e private, si trova nel centro cittadino, soprattutto nel nucleo consolidato di Albano Laziale. Questa concentrazione attrae di conseguenza molto traffico veicolare, al quale si aggiunge anche quello di pendolarismo legato all’intera area dei Castelli Romani, dunque, esiste un’alta richiesta di aree di sosta. Queste condizioni rendono il territorio soggetto a:

  • frequenti fenomeni di congestione del traffico (soprattutto nelle ore di punta),
  • difficoltà a reperire zone di parcheggio in prossimità dei servizi/funzioni critiche
  • ad un aumento della impatto dei gas inquinanti emessi dai veicoli
  • consumo eccessivo di tempo legato agli spostamenti individuali e collettivi (specialmente per le categorie non dotate di mezzo privato, summenzionate)

La sfida da affrontare è quella di pensare una rete di trasporti che consenta:

il passaggio di una parte di mobilità a mezzi non inquinanti (fornendo le infrastrutture che consentano di utilizzarli)

  • una migliore programmazione dei mezzi pubblici.
  • Un potenziamento del sistema su ferro
  • Un’ottimizzazione della gestione dei tempi di inizio-uscita lavoro
  • La condivisione dei mezzi di trasporto

.Analizzando i dati di flussi della popolazione residente si evidenzia che il 51,1 % si sposta quotidianamente per studio o lavoro, il 47,2 % si sposta in uscita dalla città, ma che oltre 7.800 persone entrano ad Albano quotidianamente di cui 979 da Roma 6.309 dai comuni limitrofi e 516 da altre province. La Città di Albano si conferma dunque catalizzatore in termini di servizi per il territorio dei Castelli Romani.

Ad oggi non esiste un Piano Urbano di Sviluppo della Mobilità Sostenibile PUMS, ma è in corso di definizione.

Mobilità di area vasta

Se il tema della Pianificazione Territoriale Strategica ha come suo fondamento il guardare oltre i confini comunali a maggior ragione lo si dovrà tener presente nel tema della mobilità. L’ultimo manifesto è dedicato infatti al tema di mobilità di area vasta sia in termini di Città Metropolitana di Roma, che in quelli del quadrante sud, ovvero i Castelli Romani.

Nella tavola specifica sono stati evidenziati i rapporti di distanza tra Albano e gli altri Comuni. Nel raggio di nemmeno 16 km ci sono 15 comuni tra Castelli Romani e litorale, senza considerare l’incontro con il territorio del comune di Roma.

Ci troviamo dunque a dover considerare una mobilità che si caratterizza attraverso uno spostamento quotidiano, notevole dal punto di vista quantitativo e da quello dell’impatto ambientale, di pendolari lungo gli assi (principalmente Appia e Tuscolana) che legano i Castelli Romani a Roma. Sull’asse Appia si colloca inoltre una infrastruttura critica come l’aeroporto internazionale di Ciampino, un gate strategico per Roma e per i Castelli Romani.

Le infrastrutture viarie e ferroviarie esistenti di fatto seguono esclusivamente le direttrici che collegano i Castelli a Roma mentre i collegamenti trasversali, dai Castelli verso il mare, o tra gli stessi Castelli, sono legati alle pedemontane su cui viaggiano trasporti pubblici e privati su gomma, la qualità di queste infrastrutture trasversali, in termini di qualità, non è confrontabile con gli assi principali Roma-Castelli.

Sono state presentate e discusse delle pratiche internazionali (Karlsruhe, The Hague, Strasbourg) paragonabili al settore Sud-Est Castelli/Roma per mostrare come sia possibile realizzare sistema di trasporto integrativi o sostitutivi (e.g. metropolitana leggera, tramvia metropolitana) che possano diventare un asset territoriale che:

  • favorisca la competitività delle economie locali,
  • riduca l’impatto sull’ ambiente,
  • migliori i tempi di percorrenza
  • migliori l’accessibilità esterna e interna dei Castelli Romani.